Nei giorni scorsi il Governo ha approvato un importante decreto in materia economica, che tra i contenuti, introduce alcune novità in merito alla possibile pignorabilità di un immobile. A seguito di questa approvazione Equitalia non potrà più effettuare l’espropriazione della prima casa, se questa è l’unico bene del debitore o è la sua residenza anagrafica.

Così il Governo prova a rivedere i poteri dell’agente della riscossione e a ricostruire il rapporto con i contribuenti. In particolare viene previsto che Equitalia può iscrivere l’ipoteca ma non può più procedere all’esproprio della prima casa, a meno che questa non sia un immobile accatastato come villa (A/8) o come castello e bene storico e di pregio (A/9) e il debito del contribuente è superiore a 120mila euro (la soglia attuale è fissata in 20 mila euro). Inoltre sono state introdotte maggiori tutele anche sugli altri immobili diversi dalla prima casa. Meno poteri anche sui beni strumentali delle imprese che saranno pignorabili solo nel limite del quinto del loro valore e il primo incanto per la vendita potrà avvenire soltanto dopo 300 giorni dal pignoramento. Per le seconde case e per gli altri fabbricati, invece, sale da 20mila a 120mila euro l’importo minimo del debito fiscale oltre al quale Equitalia può procedere all’esproprio. Facciamo attenzione, quindi, perchè, a differenza di quanto appare a prima vista dai titoli di giornali e televisioni, non è stato affatto escluso che la prima casa possa essere pignorata da altri soggetti creditori, soprattutto le banche ma anche i privati.
Infatti la procedura di pignoramento, piuttosto complessa, viene messa in atto dagli istituti di credito soprattutto quando sono dovute somme piuttosto ingenti, in particolare in caso di insolvenza di mutui ipotecari. Nel caso, invece, di debiti con il fisco, si è assistito in passato a casi drammatici in cui si è arrivati al pignoramento di un immobile anche per somme di entità inferiore a 10.000 euro, ed è in questo senso che il Governo ha voluto varare un provvedimento in favore di molti cittadini in difficoltà per la crisi economica. Quindi, come detto, non è stata esclusa del tutto la possibilità che la prima casa possa essere pignorata, ma di fatto è ancora possibile solo in alcuni casi.
I contribuenti interessati dalle nuove norme saranno probabilmente diverse migliaia in tutta Italia. Secondo gli ultimi dati resi noti dal Ministero dell’Economia (e inviati di recente alla Commissione Finanze della Camera), nei primi 4 mesi del 2013 ci sono stati 733 pignoramenti immobiliari da parte di Equitalia e altri 367 solo nel mese di giugno, per un totale di 1.100 procedure in soli 6 mesi, contro i 1.546 dell’intero 2012.
