A seguito della cosiddetta Sabatini-Bis introdotta con il Decreto del fare e del successivo decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo Economico, è stato istituito presso la Cassa depositi e prestiti (Cdp) un plafond di 2,5 miliardi di euro (incrementabili con successivi provvedimento normativi fino a 5 miliardi), da cui le banche ed altri intermediari finanziari aderenti alla convenzione tra Ministero e ABI potranno attingere le risorse da mettere a disposizione delle PMI che intendono investire anche mediante operazioni di leasing, in impianti e beni strumentali nuovi ad uso produttivo, nonché in hardware, software e tecnologie digitali per la loro attività. A fronte di questi finanziamenti lo Stato erogherà un contributo alle imprese per la copertura di una parte degli interessi.
Il «Pacchetto Imprese» di Cassa Depositi e prestiti prevede 5 miliardi di euro suddivisi in :
- 2,5 miliardi di euro per le PMI vale a dire imprese piccole e medie imprese fino a 250 dipendenti ,
- 2 miliardi di euro per il finanziamento delle imprese mid cap ovvero PMI con un numero di dipendenti compreso tra 250 a 3mila,
- e 500 milioni di euro per il finanziamento delle imprese che sottoscrivono un contratto di rete.
I soggetti beneficiari della nuova Sabatini
Sono ammesse all’agevolazione micro, piccole e medie imprese (PMI) di tutti i settori produttivi, compresi agricoltura e pesca mentre restano esclusi i settori:
- dell’industria carboniera,
- delle attività finanziarie e assicurative,
- della fabbricazione di prodotti di imitazione o di sostituzione del latte o dei suoi derivati.
Per essere ammesse le PMI devono:
- avere sede operativa in Italia;
- essere regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese;
- essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
- non aver ricevuto e non rimborsato aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
- non essere in condizioni di difficoltà.
Il finanziamento deve essere interamente utilizzato per l’acquisto, o l’acquisizione in leasing finanziario, di:
- macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo;
- hardware, software e tecnologie digitali, classificabili nelle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’attivo di Stato patrimoniale.
L’acquisto deve avvenire in data successiva alla data della domanda di accesso ai contributi, ovvero entro il termine previsto negli specifici regolamenti , e entro entro il periodo di preammortamento o di prelocazione, della durata massima di 12 mesi dalla data di stipula del finanziamento. Gli investimenti, devono essere capitalizzati e figurare nell’attivo dell’impresa per almeno 3 anni.
Sono esclusi:
- i costi relativi a commesse interne,
- le spese relative a macchinari, impianti e attrezzature usati,
- le spese di funzionamento, le spese relative a imposte, tasse e scorte,
- i costi relativi al contratto di finanziamento,
- i singoli beni sotto i 500 euro (Iva esclusa).
Caratteristiche dei finanziamenti e modalità di richiesta
Il finanziamento dei beni strumentali potrà coprire fino al 100% dell’investimento, con un minimo di 20mila euro ed un massimo di 2 milioni di euro (anche relativi a diversi acquisti ) per ciascuna impresa, ma deve essere erogato come finanziamento unico con una durata massima di 5 anni dalla data di stipula del contratto comprensiva del periodo di preammortamento o di prelocazione
Entità delle incentivazioni:
1.Contributo in conto capitale è pari all’ammontare degli interessi
2.Finanziamento al tasso agevolato del 2,75% annuo per cinque anni
3.Garanzia del Fondo centrale di garanzia fino all’80%dell’ammontare del prestito
Data apertura : 31 Mar 2014
