L’entrata in vigore del piano Destinazione Italia prevede il finanziamento di iniziative imprenditoriali d’investimenti non superiori ad € 1.500.000 relative alla produzione di beni nei settori dell’industria, artigianato, trasformazione di prodotti agricoli ovvero la fornitura di servizi alle imprese, nonché le iniziative relativi a settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile
Potranno accedere all’agevolazione le imprese costituite da non più di sei mesi alla data di presentazione della domanda che rientrino nella definizione di micro e piccola dimensione. Le imprese dovranno essere costituite in forma societaria e la compagine societaria dovrà essere composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 ed i 35 anni ovvero da donne.
Finanziate spese fino a 1,5 milioni di euro. Saranno finanziate le iniziative che prevedano investimenti non superiori a 1,5 milioni di euro, relative alla produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, ovvero fornitura di servizi a favore delle imprese appartenenti a qualsiasi settore. Le iniziative potranno riguardare la fornitura di servizi nei settori della fruizione dei beni culturali, del turismo, della manutenzione di opere civili ed industriali, della innovazione tecnologica, della tutela ambientale.
Finanziamento a tasso zero fino al 75% della spesa. Le imprese potranno richiedere mutui agevolati per gli investimenti, a un tasso pari a zero, della durata massima di 8 anni e di importo non superiore al 75% della spesa ammissibile. Pertanto, ciascuna nuova impresa potrà ottenere un mutuo a tasso zero fino all’importo massimo di 1.125.100 euro.
Inoltre, si incrementano di 22,5 milioni per il 2014 le risorse del fondo per lo svolgimento di specifiche attività promozionali, di rilievo nazionale, per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese realizzate dai Consorzi anche attraverso contratti di rete con piccole e medie imprese non consorziate.
I consorzi per l’internazionalizzazione hanno per oggetto la «diffusione internazionale dei prodotti e dei servizi delle piccole e medie imprese nonché il supporto alla loro presenza nei mercati esteri anche attraverso la collaborazione e il partenariato con imprese estere. Possono riunirsi in consorzi per l’internazionalizzazione: PMI industriali, artigiane, turistiche, di servizi e agroalimentari e da ora, anche agricole e ittiche con sede in Italia, creando società consortili o cooperative.
Progetto e iniziative finanziabili:
- il progetto di internazionalizzazione deve prevedere specifiche attività promozionali, di rilievo nazionale, per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese;
- deve prevedere una spesa ammissibile non inferiore a € 50.000,00 e non superiore a € 400.000,00;
- deve coinvolgere, in tutte le sue fasi, almeno cinque PMI consorziate provenienti da almeno tre diverse regioni italiane, appartenenti allo stesso settore o alla stessa filiera; è possibile prevedere il coinvolgimento, attraverso un contratto di rete, di PMI non consorziate purché in numero non prevalente rispetto a quello delle imprese consorziate coinvolte;
- il progetto presentato da consorzi con sede legale in Sicilia o Valle d’Aosta può anche avere una strutturazione monoregionale, prevedendo il coinvolgimento di sole imprese con sede legale in una delle citate regioni;
- può avere anche una durata pluriennale, con una articolazione massima triennale. In tal caso le attività previste devono essere strutturate e collegate tra loro in un’ottica di sviluppo strategico in merito agli obiettivi che si intendono raggiungere. La domanda di contributo deve essere presentata annualmente.
Sono agevolabili le seguenti iniziative:
- partecipazioni a fiere e saloni internazionali;
- eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche internazionali;
- show-room temporanei;
- incoming di operatori esteri;
- incontri bilaterali fra operatori esteri e all’estero;
- workshop e/o seminari in Italia con operatori esteri e all’estero;
- azioni di comunicazione sul mercato estero;
- attività di formazione specialistica per l’internazionalizzazione, destinata esclusivamente alle imprese partecipanti al progetto. Tale attività non può costituire più del 25% del costo totale delle iniziative;
- realizzazione e registrazione del marchio consortile.
