Mentre la tassa sulla casa 2014 cambia nome per l’ennesima volta e diventa IUC, per quella 2013 continuano le incertezze: l’approvazione del Decreto IMU con cui il governo eliminerà il saldo di dicembre per le abitazioni principali slitta ancora una volta.
Una grossa parte dei soldi per coprire le mancate entrate dell’IMU dovrebbe arrivare dall’aumento degli acconti Ires e Irap per banche e assicurazioni oltre il 120%. Parte delle risorse potrebbero derivare anche da un’altra misura che l’Economia si riserva di mettere in campo: introdurre un ulteriore anticipo di imposta a carico di banche e societa’ di intermediazione finanziaria.
A pagare l’IMU saranno certamente gli intestatari di seconde abitazioni e di immobili di lusso ovvero quelle accatastate nelle categorie A/1, A/8 e A/9. Nonostante manchi il decreto, saranno esentati i proprietari di prima casa. Per il resto, a causa del rinvio del Consiglio dei ministri, non si sa nulla né dell’eventuale abolizione della tassa per terreni agricoli e fabbricati rurali e né di un’eventuale proroga della data di scadenza per effettuare il pagamento. Allo stato rimane in vigore quella del 16 dicembre 2013, anche se le amministrazioni comunali hanno tempo fino al 9 dicembre per rimodulare le aliquote.
Nel La stessa IMU, almeno per come è strutturata adesso, dovrebbe sparire o, quantomeno, essere rimodulata. Stando al nuovo schema predisposto, si chiamerà IUC (Imposta Unica Comunale) e si baserà su 3 componenti: quella dell’Imu di natura patrimoniale e a carico dei proprietari; quella della Tari per la raccolta dei rifiuti a carico degli utilizzatori; e quella della Tasi per i servizi indivisibili a carico di utilizzatori (tra il 10 e il 30%) e proprietari. In quest’ultimo caso, saranno costretti a pagare anche i proprietari di prima casa. Sono previste anche le detrazioni che, sulla base di quanto spiegato dai relatori della manovra, avranno gli stessi effetti di quelle IMU.
